Abbiamo notato in questi giorni diversi articoli che consacrano l'acquisizione da parte dello stato di Villa Verdi. Ne siamo felicissimi, ma rimaniamo comunque vigili e preoccupati consci della possibilità che possa avvenire una presa di posizione da parte degli eredi, che potrebbero trovare ingiusta questa valutazione ed impugnarla trascinando la vivenza in atti giudiziari che durerebbero anni. Vediamo anche l'entusiasmo e l'attivismo, che credevamo perduto, di chi in questi anni, chiamato a governare il nostro Comune, ha vissuto nella totale inerzia trovando costantemente un primo nemico incapace ed inefficiente nelle istituzioni.
La
verità è che la responsabilità è di chi amministra e chi per oltre un ventennio
governa si deve assumere gli oneri dei disastri che ha combinato.
Le
problematiche causate da pandemie, crisi energetiche e guerre non possono
essere il secondo nemico che ci ha investito, quelle sono criticità che hanno
toccato tutte le comunità limitrofe che viaggiano in quinta e non con la retromarcia
inserita come Villanova. Troppo semplice puntare l'indice quando va male e
prendersi i meriti “di altri” quando va bene, negando l’immobilismo.
D'altra
parte basta uscire oggi dalla porta di casa, guardarsi attorno e pensare a come
era il paese solo vent'anni fa prima che Sindaco e Vicesindaco arrivassero in
giunta. Oggettivamente beneficiavamo di attività commerciali in numero
sufficiente da soddisfare i concittadini che popolavano Villanova e non che
spopolavano, avevamo una scuola con otto classi suddivise in sezioni, avevamo
un ospedale, avevamo due medici di famiglia e non uno solo, avevamo ponti che
garantivano la viabilità ed i collegamenti e non uno dimenticato da 6 anni,
così come la progettualità di sovrapassaggi oggi dimenticati. Ecco la verità,
seppur dolorosa è questa. Proviamo ad immaginare se il titolare di un’azienda
privata registrasse esiti di performance come questi da parte del proprio gruppo
dirigente: reputerebbe sufficiente una scusa legata per anni a colpe di terzi
per giustificare il mancato raggiungimento degli obbiettivi? Gli rinnoverebbe
l'incarico o si interromperebbe il contratto? Spiace dirlo ma forse è il caso,
per chi è stato al timone di una nave che abbiamo visto affondare sempre più,
che faccia un passo indietro.
La
storia di Verdi che abbiamo letto sui giornali in questi giorni ha seguito il
medesimo iter. Oggi si vuole alzare la cresta, ma la verità è che ogni attività
legata al turismo e al Maestro Verdi, proposta dal nostro gruppo di MINORANZA è
stata bocciata in consiglio. Così ci troviamo senza un ospedale creato dal
Maestro per i poveri e bisognosi del paesello, con una Villa che forse riaprirà
dopo anni di chiusura al pubblico, grazie solo ad un difficoltoso esproprio del
Governo, un mulino a terra, mai acquistato e risanato dall'amministrazione che
in passato, senza alcun piano strategico presentato, fece un’offerta ben al di
sotto la base d'asta come operazione più di immagine che concreta.
Non
sono mai state realizzate da parte della Giunta manifestazioni strutturate e
riconosciute come tali e non c'è mai stata volontà di spingere in questa
direzione. Ribadiamo: Villanova è oggi il paese delle opere incompiute,
spopolato e portatore di quei troppi fallimenti politici per i quali si
necessiterebbe di una riflessione seria, ma d'altra parte è anche vero che
questo gruppo, seppur di poco, ad ogni tornata democraticamente vince ed ha
tutto il diritto di permettersi questo non governo. Forse ai tanti che ogni giorno
lamentano la situazione in fondo va bene così….
Il Gruppo di
minoranza di Villanova sull'Arda
Nessun commento:
Posta un commento